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Consulenze tecnologiche e informatiche

Kaseya BMS priorità dei ticket dalla mail

Kaseya BMS priorità dei ticket dalla mail

Automatizzare la gestione delle chiamate ha i suoi vantaggi, in particolare per avere traccia del lavoro svolto e del tempo impiegato, potendo procedere con una fatturazione più precisa e un maggior dettaglio anche per i clienti.

 

In questo articolo non sono particolarmente interessato agli aspetti di gestione dei report di lavoro e alle fatture, ma a come permettere ai ticket aperti via e-mail su Kaseya BMS di usare la priorità del messaggio di posta elettronica ricevuto da ALT-N MDaemon, per impostare quella del ticket.

 

Quanto implementato in ALT-N MDaemon può essere adattato anche per altri sistemi di posta, partendo dal presupposto che il parser di Kaseya BMS utilizza il protocollo IMAP.

 

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La formazione nel lavoro rende più forti

La formazione nel lavoro rende più forti

Quando si parla di formazione si entra in un tunnel complesso e irto di ostacoli, anche il buon Mario e suo fratello Luigi avrebbero difficoltà ad evitarli tutti.

 

Spesso vediamo la formazione, nelle sue varie forme, come un costo o una sottrazione di tempo al business, è pur vero che alcune tipologie di corsi hanno costi molto alti e tempistiche di attuazione lunghi, tuttavia la formazione deve essere indirizzata sulle necessità aziendali e può anche essere rapida.

 

Formare il personale per usare gli strumenti aziendali, ma in particolare per assolvere al meglio il loro lavoro, è di fondo una riduzione di costi, questo per il semplice fatto che l’attività viene svolta in tempi più brevi e viene fatta in modo corretto la prima volta.

 

Lo svolgere in modo corretto un’attività e anche un fattore importante quando il ruolo è svolto per clienti esterni.

 

Oggi voglio parlare di un caso in cui incappo con regolarità e che ha impatti anche sul mio business e sul lavoro del mio cliente, oltre al fatto che mi irrita.

 

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DKIM per proteggere il proprio nome di posta elettronica

DKIM per proteggere il proprio nome di posta elettronica

Torniamo a parlare di sigle legate all’identificazione dei mittenti di posta, dopo SPF, oggi è il turno di DKIM, un altro standard con una nuova sigla in cerca di identificazione.

 

Il punto fermo è sempre quello di neutralizzare l’abuso degli indirizzi di posta per la generazione di e-mail fraudolente, con l’ovvio scopo di ingannare il destinatario spingendolo a compiere delle azioni a lui dannose seguendo le indicazioni del messaggio ricevuto.

 

A tutti è capitato di ricevere mail da indirizzi apparentemente noti, ma in realtà con dei messaggi ingannevoli e contestuali con quanto avrebbe chiedo il reale mittente. Questa situazione può sfociare in un grave danno per il ricevente, ma lo è anche per il proprietario del reale dominio di posta e della casella, che può subire una riduzione della sua reputazione e di riflesso dei problemi nella delivery delle proprie comunicazioni.

 

Ecco perché la tua banca non ti invia mai informazioni sul tuo account di posta elettronica e continua a ribadire questo fatto.

 

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SPF la protezione solare dei tuoi indirizzi di posta

SPF la protezione solare dei tuoi indirizzi di posta

Ogni giorno sentiamo consulenti informatici pronunciare delle sigle incomprensibili e che in un paese come il nostro difficilmente troveranno una spiegazione semplice, oggi è il giorno di quella cosa chiamata SPF.

 

I messaggi di posta elettronica virali o di spam hanno in buona parte indirizzi di mittente falsi, i soggetti i cui indirizzi vengono usati spesso subiscono le conseguenze con una riduzione della loro reputazione e di conseguenza devono scoraggiare il rischio di abuso ed evitare di perdere tempo per gestire i messaggi di errore errati.

 

Tutti in un periodo della loro vita hanno riscontrato questo tipo di problema, ad esempio ricevendo un messaggio di errore che segnala che un messaggio inviato non poteva essere consegnato al destinatario, anche se nessun messaggio era stato inviato a tale indirizzo.

 

La falsificazione di indirizzo del mittente costituisce una minaccia per gli utenti e le aziende e colpisce anche lo strumento di posta elettronica nel suo complesso, facendone perdere la fiducia nella sua affidabilità da parte persone.

 

Ecco perché la tua banca non ti invia mai informazioni sul tuo account di posta elettronica e continua a ribadire questo fatto.

 

Quindi?

 

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Lo schiavismo si è evoluto?

Lo schiavismo si è evoluto?

Oggi vado fuori tema e affronto, non senza tornare nel ambito della sicurezza, l’argomento del lavoro e di come lo sviluppo della situazione ci sta trascinando in situazioni di rischio.

 

Non è mia intenzione sostituirmi agli economisti e ai diversi esperti di settore, semplicemente ho pensato di condividere quanto visto nel corso degli anni passando attraverso diverse tipologie di aziende.

 

Ormai da anni il tema del lavoro è un elemento chiave di qualsiasi dibattito e discussione, ci sono diversi punti di vista sul suo ruolo, partendo da quello costituzionale, dove i padri della democrazia italiana definirono il nostro paese “una repubblica fondata sul lavoro”.

 

La visione politica dell’ultimo triennio è che i cittadini devono avere un lavoro, perché questo permette alle persone di avere una dignità.

 

Per quanto le menti filosofiche e spirituali affermino che “il denaro non dà la felicità”, è pur vero che senza di esso non si può sopravvivere in questa società basata sul capitale, quindi chi cerca il lavoro non lo fa principalmente per avere un luogo dove andare a passare la giornata e di conseguenza avere la propria dignità tutelata. Lo scopro principale in questo frangente temporale è avere di che pagare le bollette a fine mese e riempire ogni settimana la dispensa. Con questi elementi tutelati arriva anche la dignità, almeno in parte.

 

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Salvataggio e ripristino dei dati di autocomplete di Outlook

Salvataggio e ripristino dei dati di autocomplete di Outlook

Il dover creare un nuovo profilo di posta sul computer è una situazione ricorrente nel corso del tempo, il farlo è di fondo un passo semplice, tuttavia può presentare delle complicazioni quando si tratta di spostare l’utente su un nuovo computer o di distruggere completamente il profilo Microsotf Outlook e crearne uno nuovo per risolvere dei problemi.

 

In questi casi spesso accade di scoprire che l’utente ritiene che l’auto-completamento degli indirizzi sia la rubrica dei contatti, ignorando ingenuamente che si tratta solo di una cache a perdere di quanto viene digitato nei campi degli indirizzi.

 

Quando si configura il nuovo Microsoft Outlook tutti questi indirizzi vanno persi e si scatena il panico, poco vale rammentare di salvare i contatti nelle rubriche, le vecchie abitudini sono dure a morire, in particolare quando sono estremamente comode.

 

Prima della versione 10 di Microsft Outlook, questi contenuti erano parcheggiati in un file specifico, ma con il passaggio di versione l’approccio è cambiato, ma le informazioni da qualche parte devono stare, e in effetti è così.

 

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