Consulenze tecnologiche e informatiche

assistenza

Componente di Autotask EndPoint Managment per la gestione dell’esportazione dei driver di Microsoft Windows 10 in un file di archivio compresso, i driver possono essere impiegati nel caso di formattazione della postazione.

Utilizza Powershell per le azioni sul computer remoto.

La procedura è compatibile con i sistemi operativi Microsoft Window 8.1  e successivi e con Microsoft Windows server 2012 e successivi.

Consulta la guida.

 

Da GMail a BMS - una mail diventa un ticket

Da GMail a BMS – una mail diventa un ticket

In un precedente articolo abbiamo visto come integrare in Kaseya BMS la gestione della messaggistica con ALT-N MDaemon, oggi vediamo come svolgere questa operazione con il servizio di posta elettronica Google G-Suite.

I servizi G-Suite comprendono dei meccanismi per la gestione del relay di posta in modo protetto, permettendo a specifici host di usare il servizio, associando anche le funzioni di criptazione dei messaggi.

Quello che vogliamo ottenere è che le richieste di assistenza siano inviate ad uno specifico indirizzo, ad esempio support@mio-dominio.it e che questo indirizzo sia un alias di quello nominale aziendale (emilio@mio-dominio.it).

Oltre alla configurazione del servizio G-Suite dobbiamo permettere anche al parser di Kaseya BMS di leggere i soli messaggi di assistenza e non quelli di tutta la casella di posta.

L’operazione può sembrare complessa, ma una volta compresi i meccanismi di autenticazione si dimostra di fondo abbastanza semplice.

 

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Sei consapevole dei rischi che fai correre alla tua azienda?

Sei consapevole dei rischi che fai correre alla tua azienda?

Ho svolto una visita esplorativa da un potenziale cliente, nulla di che, una semplice questione di protezione dai virus che rubano i dati, critici e fondamentali per l’azienda in questione.

Essendo un primo contatto penso sia il caso di accennare anche a quella cosa che in Italia si chiama GDPR, ovvero la nuova regolamentazione della comunità europea per il trattamento dei dati personali, che busserà senza pietà alle nostre porte il 25 maggio 2018.

Già che ci sono consiglio la consultazione del sito di ENISA (European Union Agency for Network and Information Security), dove è reperibile molta documentazione sull’argomento e specifiche linee guida per le diverse tematiche.

Nonostante gli oltre 40 (quaranta) dipendenti e qualche migliaio di clienti non c’era la minima conoscenza dell’esistenza della nuova normativa, in compenso erano casualmente presenti il legale ed il fiscalista dell’azienda, entrambi all’oscuro di questa GDPR, e per nulla interessati a saperne di più, con il loro lavoro già sapevano tutto.

La mia missione primaria era comunque un’altra, sull’onda di quanto avrei scoperto avrei cercato successivamente di far recepire la delicatezza del tema sul trattamento dei dati.

L’incubo stava per iniziare.

Non aprite quella rete!

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La formazione nel lavoro rende più forti

La formazione nel lavoro rende più forti

Quando si parla di formazione si entra in un tunnel complesso e irto di ostacoli, anche il buon Mario e suo fratello Luigi avrebbero difficoltà ad evitarli tutti.

 

Spesso vediamo la formazione, nelle sue varie forme, come un costo o una sottrazione di tempo al business, è pur vero che alcune tipologie di corsi hanno costi molto alti e tempistiche di attuazione lunghi, tuttavia la formazione deve essere indirizzata sulle necessità aziendali e può anche essere rapida.

 

Formare il personale per usare gli strumenti aziendali, ma in particolare per assolvere al meglio il loro lavoro, è di fondo una riduzione di costi, questo per il semplice fatto che l’attività viene svolta in tempi più brevi e viene fatta in modo corretto la prima volta.

 

Lo svolgere in modo corretto un’attività e anche un fattore importante quando il ruolo è svolto per clienti esterni.

 

Oggi voglio parlare di un caso in cui incappo con regolarità e che ha impatti anche sul mio business e sul lavoro del mio cliente, oltre al fatto che mi irrita.

 

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Il desktop remoto da AEM non funziona

Il desktop remoto da AEM non funziona

I servizi offerti da Autotask EndPoint Managment (AEM) sono molteplici, tuttavia uno dei più utili è l’accesso protetto con desktop remoto, che richiede il servizio RDP attivo e configurato sui computer, in sostanza se non riesci ad accedere con il normale Desktop Remoto di Microsoft, non potrei accedere nemmeno con l’agente AEM.

 

Questa è la teoria generale, tuttavia esiste la possibilità che con il normale RDP tutto funzioni regolarmente, ma il nostro agente AEM si trova la porta sbattuta in faccia e ritorna un bel messaggio di errore in colore rosso sotto il pannello di login.

 

The remote agent could not setup rdp service

 

A questo punto iniziano gli scavi nelle impostazioni locali del servizio, nelle policy del active directory e fa la sua comparsa un cero sulla scrivania.

Nulla di anomalo si palesa nelle configurazioni, quindi non resta che uscire nella nebbia e affrontare i lupi per raggiungere direttamente il cliente.

 

Nulla di questo, la soluzione è più semplice.

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