Consulenze tecnologiche e informatiche

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La formazione nel lavoro rende più forti

La formazione nel lavoro rende più forti

Quando si parla di formazione si entra in un tunnel complesso e irto di ostacoli, anche il buon Mario e suo fratello Luigi avrebbero difficoltà ad evitarli tutti.

 

Spesso vediamo la formazione, nelle sue varie forme, come un costo o una sottrazione di tempo al business, è pur vero che alcune tipologie di corsi hanno costi molto alti e tempistiche di attuazione lunghi, tuttavia la formazione deve essere indirizzata sulle necessità aziendali e può anche essere rapida.

 

Formare il personale per usare gli strumenti aziendali, ma in particolare per assolvere al meglio il loro lavoro, è di fondo una riduzione di costi, questo per il semplice fatto che l’attività viene svolta in tempi più brevi e viene fatta in modo corretto la prima volta.

 

Lo svolgere in modo corretto un’attività e anche un fattore importante quando il ruolo è svolto per clienti esterni.

 

Oggi voglio parlare di un caso in cui incappo con regolarità e che ha impatti anche sul mio business e sul lavoro del mio cliente, oltre al fatto che mi irrita.

 

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Il desktop remoto da AEM non funziona

Il desktop remoto da AEM non funziona

I servizi offerti da Autotask EndPoint Managment (AEM) sono molteplici, tuttavia uno dei più utili è l’accesso protetto con desktop remoto, che richiede il servizio RDP attivo e configurato sui computer, in sostanza se non riesci ad accedere con il normale Desktop Remoto di Microsoft, non potrei accedere nemmeno con l’agente AEM.

 

Questa è la teoria generale, tuttavia esiste la possibilità che con il normale RDP tutto funzioni regolarmente, ma il nostro agente AEM si trova la porta sbattuta in faccia e ritorna un bel messaggio di errore in colore rosso sotto il pannello di login.

 

The remote agent could not setup rdp service

 

A questo punto iniziano gli scavi nelle impostazioni locali del servizio, nelle policy del active directory e fa la sua comparsa un cero sulla scrivania.

Nulla di anomalo si palesa nelle configurazioni, quindi non resta che uscire nella nebbia e affrontare i lupi per raggiungere direttamente il cliente.

 

Nulla di questo, la soluzione è più semplice.

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Gestire i servizi con Autotask e Powershell

Gestire i servizi con Autotask e Powershell

Torniamo alla gestione dei servizi di Microsoft Windows con un nuovo componente basato su powershell e che rispetto al precedente classifichiamo come un tool.

 

Scopo di questo componente di Autotask Endpoint Managment (AEM) è quello di permettere di avere informazioni su specifici servizi del sistema operativo e di agire su di loro, tale operazione deve essere ovviamente svolta con attenzione, infatti operando da remoto si potrebbe incappare in qualche spiacevole inconveniente andando a disattivare dei servizi necessari per le comunicazioni, come ad esempio la rete.

 

Il componente è stato progettato per non agire sul servizio alla base di AEM, questo per evitare di interrompere le comunicazioni con il dispositivo remoto e dover richiedere ad una persona presente di riavviare la postazione per ripristinare il corretto funzionamento del servizio.

 

L’esecuzione di questo componente può richiedere lo sblocco delle policy di esecuzione degli script in Powershell, per il quale si rimanda al articolo Autotask e Powershell un abbinamento che può non funzionare, dove è presentato un altro componente utile per abilitare e quindi disabilitare la possibilità di eseguire gli script Powershell da remoto, un componente che deve essere usato prima e dopo l’esecuzione di ogni procedura di aggiornamento da remoto attraverso Powershell.

 

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Componente di Autotask EndPoint Managment per la gestione dei servizi Microsoft Windows, permette le azioni di avvio, spegnimento e riavvio, oltre alla visualizzazione delle informazioni di uno specifico servizio e della lista dei servizi presenti sul dispositivo.

Utilizza gli script in formato Powershell.

Il componente è stato utilizzato su sistemi operativi Microsoft Windows 7 e 10.

Consulta la guida.

Autotask e MailStore client passando per Powershell

Autotask e MailStore client passando per Powershell

Dopo la creazione di un componente per la gestione del Add-in Outlook di MailStore torniamo in scena con la seconda parte dell’avventura con  Autotask Endpoint Managment (AEM) e Mailstore server, oggi vedremo come con un nuovo componente è possibile agire sull’installazione di MailStore Client.

 

Come per il precedente componente, anche in questo caso ci occuperemo dei passaggi di installazione, aggiornamento e rimozione del programma.

 

A tale scopo utilizzeremo alcuni elementi del precedente componente AEM, quindi sempre avvalendoci del supporto di Powershell, con delle varianti legate al fatto che abbiamo a che fare con un programma indipendente e non collegato a Miscrosoft Outlook come nel precedente articolo.

 

Il componente sviluppato per la gestione di MailStore Client non può essere impiegato in presenza dell’installazione di MailStore server, essendo il programma una parte fondamentale nella gestione del server e pertanto da aggiornare unitamente alle piattaforma.

 

L’esecuzione di questo componente può richiedere lo sblocco delle policy di esecuzione degli script in Powershell, per il quale si rimanda al articolo Autotask e Powershell un abbinamento che può non funzionare, dove è presentato un altro componente utile per abilitare e quindi disabilitare la possibilità di eseguire gli script Powershell da remoto, un componente che deve essere usato prima e dopo l’esecuzione di ogni procedura di aggiornamento da remoto attraverso Powershell.

 

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I misteri informatici alleggeriti da una tisana

I misteri informatici alleggeriti da una tisana

L’uso dei dispositivi informatici, in particolare per l’accesso ad Internet ed ai Social network, è diventata una realtà incontestabile.

 

Questa realtà offre indubbi benefici nella divulgazione di contenuti, ma ancor più nella raccolta di informazioni per far luce su quanto si sente e si vuole approfondire, senza dover attendere di arrivare a casa e consultare il dizionario o l’enciclopedia.

 

La consultazione in taluni casi può presentare dei rischi, il più diffuso è quello di incappare in false notizie/informazioni e ritenere che siano corrette in quanto condivise da migliaia di contatti.

Anche per la pubblicazione di contenuti si può incappare in rischi, pochi sanno che esiste una recentissima norma che persegue chi diffonde false notizie e con queste genera degli stati di disagio, tensione o “panico”.

 

In tutto questo non possiamo poi dimenticare il diretto d’autore e il diritto alla privacy, dove la condivisione di un’immagine o di una fotografia può sforare in queste aree di competenza legale.

 

Per queste ragioni, e per altre, abbiamo deciso di dare spazio alla curiosità individuale iniziando a collaborare in modo attivo con il caffè letterario Black Out – Libri @ Caffè, per esplorare il mondo di internet e dei dispositivi informatici.

 

Scientia potentia est

Sapere è potere

Francesco Bacone (?)

 

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