Consulenze tecnologiche e informatiche

Microsoft Windows

Prima o poi bisogna sempre pulire

Prima o poi bisogna sempre pulire

Negli ultimi giorni è esploso il caso della backdoor introdotta nel prodotto CClener di Piriform, ovviamente ad insaputa degli sviluppatori, che hanno provveduto al rilascio di una versione pulita dell’applicazione.

Situazioni di questo genere hanno toccato diversi prodotti nel corso del tempo, di diverso calibro e prestigio, e sicuramente casi simili capiteranno anche in futuro.

Quello di cui voglio parlare oggi non è legato alla backdoor, ma più in generale ai prodotti creati per la manutenzione dei computer e la rimozione dei vari file temporanei che sporcano i dischi.

In diversi occasioni ho orecchiato discorsi da birreria sull’utilità o meno di usare questi tipi di programmi nella seconda decade del XXI secolo.

Parlo di birreria perché sono discorsi che mi riportano alla mente i confronti tecnici che facevo diversi anni fa con gli amici, seduti ad un tavolo della birreria con un buon bicchiere di birra pregiata di fronte. Erano discorsi che portavano sempre a delle riflessioni e ad una crescita personale.

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A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

Il titolo non è del tutto esatto, in realtà nell’ultimo semestre sono aumentati i tool che una volta installati sono visibili nella lista programmi dal pannello di controllo, ma completamente invisibili se cercati con le cmdlet di Powershell o semplicemente con i comandi batch della command DOS.

Le motivazioni sono svariate ed in parte legate alla struttura del sistema operativo e a come queste applicazioni ci si integrano.

Tra i casi più recenti troviamo CCleaner e 7-Zip, tuttavia anche alcuni componenti di Adobe riportano l’autore, ma non i restanti dati dell’applicazione. In aggiunta possiamo trovare mancanti anche diverse applicazioni di giochi preinstallati.

Per chi come me utilizza dei sistemi di gestione automatica dei sistemi la situazione diventa sgradevole, tanto da ricorrere a soluzioni alternative da dare in pasto al mio Autotask Endpoint Managment (AEM).

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L'icona di autotask non compare e l'agente funziona male

L’icona di autotask non compare e l’agente funziona male

Con il passaggio alla versione di Autotask 4.4.1967.1967 sono incappato in due problematiche fastidiose su alcune postazioni, un’anomalia è legata al fatto che sulla postazione di lavoro non compore l’icona del programma nella systray e non è possibile eseguire il modulo Agente Browser, inoltre anche l’esecuzione da menu di Agent Monitor non sortisce effetto.

L’agente risulta essere correttamente in esecuzione.

 

Dalla console di gestione è possibile acquisire il controllo remoto della postazione di lavoro, anche se l’utente non visualizza alcuna notifica, oltre a non ricevere alcun messaggio inviato dalla chat, anche i Job presentano dei problemi di esecuzione.

 

Sempre dalla console, nel caso di uso di alcune delle funzioni di controllo in background, si ottiene un messaggio di errore che indica la mancaza del agente di monitoraggio sul sistema remoto.

 

La soluzione è abbastanza semplice, ma andiamo per ordine.

 

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WannaCry. ho fatto per tempo quanto andava fatto, niente panico, solo analisi

WannaCry. ho fatto per tempo quanto andava fatto, niente panico, solo analisi

Nel ultimo fine settima è arrivata una buona dose di adrenalina, che ancora non è passata e non si sa quando e se si esaurirà, tutto grazie al simpatico ransomware WannaCry, lui colpisce sfruttando una vulnerabilità di Microsoft Windows, che è trasversale a tutte le versioni, tuttavia la vulnerabilità è stata corretta da diverso tempo.

 

Fortuna vuole che un bravo ragazzo con grande inventiva è riuscito con un semplice espediente ad arginare la diffusione di questo nuovo attacco, ma come gli aggiornamenti dei computer che non facciamo, anche i virus si aggiornano, ma loro lo fanno sempre e in tempi rapidissimi.

 

Di questo hanno già parlato in tanti ed in modo molto chiaro e dettagliato.

 

All’inizio di questa vicenda la domanda che mi sono rivolto è stata quella del se ero sicuro che tutti i sistemi fossero aggiornati, la prima risposta è stata , poco dopo, molto poco dopo, ho anche rammentato un modo di dire popolare, ovvero: Sicuro è morto.

 

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Il desktop remoto da AEM non funziona

Il desktop remoto da AEM non funziona

I servizi offerti da Autotask EndPoint Managment (AEM) sono molteplici, tuttavia uno dei più utili è l’accesso protetto con desktop remoto, che richiede il servizio RDP attivo e configurato sui computer, in sostanza se non riesci ad accedere con il normale Desktop Remoto di Microsoft, non potrei accedere nemmeno con l’agente AEM.

 

Questa è la teoria generale, tuttavia esiste la possibilità che con il normale RDP tutto funzioni regolarmente, ma il nostro agente AEM si trova la porta sbattuta in faccia e ritorna un bel messaggio di errore in colore rosso sotto il pannello di login.

 

The remote agent could not setup rdp service

 

A questo punto iniziano gli scavi nelle impostazioni locali del servizio, nelle policy del active directory e fa la sua comparsa un cero sulla scrivania.

Nulla di anomalo si palesa nelle configurazioni, quindi non resta che uscire nella nebbia e affrontare i lupi per raggiungere direttamente il cliente.

 

Nulla di questo, la soluzione è più semplice.

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Gestire i servizi con Autotask e Powershell

Gestire i servizi con Autotask e Powershell

Torniamo alla gestione dei servizi di Microsoft Windows con un nuovo componente basato su powershell e che rispetto al precedente classifichiamo come un tool.

 

Scopo di questo componente di Autotask Endpoint Managment (AEM) è quello di permettere di avere informazioni su specifici servizi del sistema operativo e di agire su di loro, tale operazione deve essere ovviamente svolta con attenzione, infatti operando da remoto si potrebbe incappare in qualche spiacevole inconveniente andando a disattivare dei servizi necessari per le comunicazioni, come ad esempio la rete.

 

Il componente è stato progettato per non agire sul servizio alla base di AEM, questo per evitare di interrompere le comunicazioni con il dispositivo remoto e dover richiedere ad una persona presente di riavviare la postazione per ripristinare il corretto funzionamento del servizio.

 

L’esecuzione di questo componente può richiedere lo sblocco delle policy di esecuzione degli script in Powershell, per il quale si rimanda al articolo Autotask e Powershell un abbinamento che può non funzionare, dove è presentato un altro componente utile per abilitare e quindi disabilitare la possibilità di eseguire gli script Powershell da remoto, un componente che deve essere usato prima e dopo l’esecuzione di ogni procedura di aggiornamento da remoto attraverso Powershell.

 

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