Consulenze tecnologiche e informatiche

Powershell

A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

Il titolo non è del tutto esatto, in realtà nell’ultimo semestre sono aumentati i tool che una volta installati sono visibili nella lista programmi dal pannello di controllo, ma completamente invisibili se cercati con le cmdlet di Powershell o semplicemente con i comandi batch della command DOS.

Le motivazioni sono svariate ed in parte legate alla struttura del sistema operativo e a come queste applicazioni ci si integrano.

Tra i casi più recenti troviamo CCleaner e 7-Zip, tuttavia anche alcuni componenti di Adobe riportano l’autore, ma non i restanti dati dell’applicazione. In aggiunta possiamo trovare mancanti anche diverse applicazioni di giochi preinstallati.

Per chi come me utilizza dei sistemi di gestione automatica dei sistemi la situazione diventa sgradevole, tanto da ricorrere a soluzioni alternative da dare in pasto al mio Autotask Endpoint Managment (AEM).

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Componente di Autotask EndPoint Managment per la gestione delle operazioni di installazione, rimozione, aggiornamento e configurazione del programma MailStore Outlook Add-inMailStore Server, per la consultazione degli archivi di da Microsoft Outlook.

Utilizza Powershell per le azioni sul computer remoto ed integra il setup di MailStore Outlook Add-in v10.0.2.

Il componente è stato utilizzato su sistemi operativi Microsoft Windows 7 e 10 e con le versione del programma a partire dalla 9.5.

Consulta la guida.

 

Modifiche della versione 1.2

 

 

L’aggiornamento rende possibile il salvataggio delle credenziali di accesso al server MailStore e il loro ripristino dopo l’aggiornamento.

 

Modifiche della versione 1.1

 

L’aggiornamento introduce il controllo sulla presenza del programma Mailstore Client sul dispositivo, in sua assenza durante la rimozione del Add-In per Outlook pulisce completamente i dati di configurazione dei registri cancellando tutta la chiave deepinvent.

I messaggi di errore e informativi sono stati raccolti in due distinti array per migliorare la visibilità del codice e la loro modifica.

 

Salvataggio e ripristino dei dati di autocomplete di Outlook

Salvataggio e ripristino dei dati di autocomplete di Outlook

Il dover creare un nuovo profilo di posta sul computer è una situazione ricorrente nel corso del tempo, il farlo è di fondo un passo semplice, tuttavia può presentare delle complicazioni quando si tratta di spostare l’utente su un nuovo computer o di distruggere completamente il profilo Microsotf Outlook e crearne uno nuovo per risolvere dei problemi.

 

In questi casi spesso accade di scoprire che l’utente ritiene che l’auto-completamento degli indirizzi sia la rubrica dei contatti, ignorando ingenuamente che si tratta solo di una cache a perdere di quanto viene digitato nei campi degli indirizzi.

 

Quando si configura il nuovo Microsoft Outlook tutti questi indirizzi vanno persi e si scatena il panico, poco vale rammentare di salvare i contatti nelle rubriche, le vecchie abitudini sono dure a morire, in particolare quando sono estremamente comode.

 

Prima della versione 10 di Microsft Outlook, questi contenuti erano parcheggiati in un file specifico, ma con il passaggio di versione l’approccio è cambiato, ma le informazioni da qualche parte devono stare, e in effetti è così.

 

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Componente di Autotask EndPoint Managment per il salvataggio della lista di indirizzi e-mail visualizzato dal automplete di Micosoft Outlook durante la digitazione dei destinatari.

Il componente non dispone di parametri di configurazione e il salvataggio del file avviene in una cartella predefinita.

Utilizza Powershell per le azioni sul computer remoto.

Il componente è stato utilizzato su sistemi operativi Microsoft Windows 7 e 10 e con  le versioni di Microsoft Outllook 2010, 2013 e 2016.

Consulta la guida.

 

Autotask - Più azioni in un unico job

Autotask – Più azioni in un unico job

La creazione di un job in Autotask EndPoint Managment (AEM) è diventata un’attività di comune amministrazione, tuttavia in diverse occasioni ho suggerito di aprire e chiudere la policy di esecuzione degli script Powershell da remoto nel momento in cui deve essere eseguito un componente.

 

Il primo pensiero dopo questo suggerimento è quello di creare tre job distinti con un elaborato calcolo dei tempi di esecuzione e l’applicazione di formule quantistiche e della teoria della curvatura dello spazio tempo.

 

Nello specifico dovremmo eseguire prima il componente che apre la policy, a tale scopo ne esiste uno chiamato Powershell check and execution policy, quindi il componente che deve svolgere l’attività che ci interessa e per concludere di nuovo quello che chiude i permessi di esecuzione.

 

Ma come calcolare i tempi?

 

Non serve calcolarli, infatti AEM ci viene incontro anche in questo, vediamo come, prendendo ad esempio un’attività di backup.

 

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Gestire i servizi con Autotask e Powershell

Gestire i servizi con Autotask e Powershell

Torniamo alla gestione dei servizi di Microsoft Windows con un nuovo componente basato su powershell e che rispetto al precedente classifichiamo come un tool.

 

Scopo di questo componente di Autotask Endpoint Managment (AEM) è quello di permettere di avere informazioni su specifici servizi del sistema operativo e di agire su di loro, tale operazione deve essere ovviamente svolta con attenzione, infatti operando da remoto si potrebbe incappare in qualche spiacevole inconveniente andando a disattivare dei servizi necessari per le comunicazioni, come ad esempio la rete.

 

Il componente è stato progettato per non agire sul servizio alla base di AEM, questo per evitare di interrompere le comunicazioni con il dispositivo remoto e dover richiedere ad una persona presente di riavviare la postazione per ripristinare il corretto funzionamento del servizio.

 

L’esecuzione di questo componente può richiedere lo sblocco delle policy di esecuzione degli script in Powershell, per il quale si rimanda al articolo Autotask e Powershell un abbinamento che può non funzionare, dove è presentato un altro componente utile per abilitare e quindi disabilitare la possibilità di eseguire gli script Powershell da remoto, un componente che deve essere usato prima e dopo l’esecuzione di ogni procedura di aggiornamento da remoto attraverso Powershell.

 

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