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Un finto ransomware può essere uguale a uno vero
Un finto ransomware può essere uguale a uno vero

Sto smantellando una serie di servizi sparsi per provider e ieri è stato il giorno di una vecchia casella di posta, ma proprio vecchia, credo abbia circa 22 anni, una di quelle caselle che per varie ragioni non possono essere rimosse e che pertanto richiedono un server di posta attivo.

Per farla corta il server di posta è stato spazzato, il DNS modificato e la casella portata a casa su un nuovo mail server che fa anche altro.

Questa mattina ecco arrivare una simpatica mail, spedita ovviamente da me stesso, dove mi si avvisa, in modo del tutto gentile e simpatico, che l’account è stato violato, anche perché ho messo una password molto semplice, sono solito usare 12345678, fino ad otto perché la lunghezza minima è di otto.

In realtà le password sono di 15-24 caratteri con tutte i simboli noti, di quelle che il test ti dice che ci vogliono due trilioni di anni per codificarle.

Lasciamo correre il dettaglio, tutto può essere, a seguire mi si avvisa anche che il mio account era così fiacco da aver permesso di aprire una connessione RDP e accedere ad audio, webcam e ovviamente tutti i dati.

Per evitare che i miei video e le mie foto vadano in giro per il mondo e per i social è bene che io faccia una donazione di 1.000 dollari in bitcoin, entro 48 ore.

Da dove arriva la mail… Continua a leggere

Il disco rigido un collo di bottiglia per il sistema?

Il disco rigido un collo di bottiglia per il sistema?

Lo sviluppo evolutivo delle piattaforme software richiede computer sempre più potenti, tuttavia si raggiunge un punto oltre il quale la piattaforma appare essere lenta anche con i processori, le memorie e le schede video più performanti e potenti.

Una situazione che spesso sfugge al consumatore, e di cui non si parla, è che i dischi rigidi utilizzati hanno capacità di salvataggio ormai al di sopra del tera byte, con unità disco meccaniche aventi una velocità di rotazione preistorica e considerabile efficace per capacità al di sotto dei 500 giga.

Un disco da 7.200 RPM non è più in grado di rendere fluido il lavoro di una persona che necessita di muoversi in scioltezza su file di dimensioni rilevanti e su diversi file nel medesimo momento, per non parlare di applicazioni e lavori che necessitano di uno scambio continuo di informazioni con i contenuti del disco.

I bus di comunicazione di ultima generazione rendono le capacità di trasferimento di dati da e verso il disco sempre più rapide, tuttavia è come se veicolassimo un flusso d’acqua lungo un tubo di 20 cm di diametro per poi farlo confluire in un’apertura di 5 cm.

La tecnologia elettronica si è sviluppata rendendo disponibili dei supporti di memorizzazione a stato solido (SSD), ovvero delle grandi memorie non volatili ad accesso rapido, che eliminano una serie di fattori di rallentamento, rendendo il computer più ricettivo e rapido.

Questi supporti di memorizzazione, che ha poco senso chiamare dischi, non avendo più parti circolari rotanti, hanno raggiunto dei costi ampiamente abbordabili, consideriamo che un SSD con spazio per un tera byte, costa poco più di un centinaio di euro.

Per sfruttare al meglio un SSD con Windows 10 è utile compiere qualche configurazione di tuning, di cui scriveremo nel seguito.

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