Consulenze tecnologiche e informatiche

Microsoft Windows

Sapere sempre cosa succede in active directory

Sapere sempre cosa succede in active directory

La presenza di un’architettura Microsoft Active Directory fornisce molti vantaggi e automatismi, se configurata e ben usata, oggi vorrei affrontare l’argomento del controllo del database utenti.

Il database utenti è qualcosa che dormicchia sui controllori di dominio e a cui spesso non si pensa, salvo quando ci sono nuovi utenti da creare o vecchi utenti da cancellare.

Tuttavia possono verificarsi diverse situazioni per le quali è bene essere informati, abbiamo la scadenza delle password; il cambio delle password; la creazione di nuovi utenti; utenti che si bloccano; utenti inattivi; utenti scaduti e amministratori che si collegano.

Tutte queste situazioni possono essere controllate attraverso dei componenti e dei monitor Autotask Endpoint Managment (AEM) o pianificati nel server ed in entrambe i casi inviare delle e-mail di notifica ad un amministratore o agli utenti.

In questo contesto propongo dei componenti per il controllo di queste specifiche situazioni.

Mantenere sotto controllo lo stato degli utenti in Active Directory non è un’opzione

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Dominare i processi di Windows con Autotask

Dominare i processi di Windows con Autotask

Parliamo di gestione dei processi di Microsoft Windows con un nuovo componente basato su powershell e di cui esiste anche una versione minimale in DOS.

Scopo di questo componente di Autotask Endpoint Managment (AEM) è quello di permettere di interrompere l’esistenza di un processo diventato invasivo e che per il suo consumo di risorse, o altre situazioni, rende impossibile intervenire dal video con mouse e tastiera.

Il componente deve essere usato con prudenza e cognizione di causa, per evitare di chiudere dei processi essenziali per il computer e non protetti dal sistema operativo. Dunque è bene non sparare nel mucchio.

L’esecuzione di questo componente può richiedere lo sblocco delle policy di esecuzione degli script in Powershell, per il quale si rimanda al articolo Autotask e Powershell un abbinamento che può non funzionare, dove è presentato un altro componente utile per abilitare e quindi disabilitare la possibilità di eseguire gli script Powershell da remoto, un componente che deve essere usato prima e dopo l’esecuzione di ogni procedura di aggiornamento da remoto attraverso Powershell.

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Scade la password, ma quando scade?!

Scade la password, ma quando scade?!

Considerando che il cambio password è un passo fondamentale della sicurezza e della normativa vigente, diventa anche fondamentale sapere quanto scade in Microsoft Windows.

Con l’avvento di Microsoft Windows 10 e di alcuni aggiornamenti anche in Microsoft Windows 7, si presenta un problema di visibilità, il pop-up di segnalazione è una finestrella quasi invisibile nell’area di notifica, che permane per una manciata di secondi.

Il risultato è che l’utente non si rende conto che deve cambiare la sua password di accesso prima che Active Directory lo chiuda fuori.

Da qui l’idea di sfruttare di nuovo Autotask Endpoint Managment (AEM) per svolgere un controllo giornaliero sulle date di scadenza e sulle policy per anticipare con una mail l’imminente scadenza.

Il componente utilizza Powershell per le sue azioni e richiede la presenza di una struttura active directory configurata ed attiva.

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Esportare i driver di Windows 10 grazie a Powershell e Autotask

Esportare i driver di Windows 10 grazie a Powershell e Autotask

Qualche giorno fa mi sono trovato a leggere un articolo tecnico scritto da Marco Alzetta, nello specifico Reinstalliamo Windows 10, un trucchetto per risparmiare ore.

L’articolo indica la procedura per esportare i driver del sistema operativo mediante una cmdlet di Powershell, per poi poterli usare nel caso di reinstallazione del sistema operativo, semplicemente mantenendo il materiale su una chiavetta o in un altro punto da dove richiamarli nel momento del bisogno.

La procedura è in realtà utilizzabile a partire dal sistema operativo Microsoft Windows 8.1 e da Microsoft Server 2012 e successivi.

Il passaggio successivo dopo questa scoperta è stato quello di demandare ad Autotask Endpoint Managment (AEM) il salvataggio dei driver e la loro raccolta in un archivio compresso più facile da movimentare.

Questa è solo la prima parte, in un successivo articolo vedremo come automatizzare anche il salvataggio del pacchetto di driver ottenuto.

 

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A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

Il titolo non è del tutto esatto, in realtà nell’ultimo semestre sono aumentati i tool che una volta installati sono visibili nella lista programmi dal pannello di controllo, ma completamente invisibili se cercati con le cmdlet di Powershell o semplicemente con i comandi batch della command DOS.

Le motivazioni sono svariate ed in parte legate alla struttura del sistema operativo e a come queste applicazioni ci si integrano.

Tra i casi più recenti troviamo CCleaner e 7-Zip, tuttavia anche alcuni componenti di Adobe riportano l’autore, ma non i restanti dati dell’applicazione. In aggiunta possiamo trovare mancanti anche diverse applicazioni di giochi preinstallati.

Per chi come me utilizza dei sistemi di gestione automatica dei sistemi la situazione diventa sgradevole, tanto da ricorrere a soluzioni alternative da dare in pasto al mio Autotask Endpoint Managment (AEM).

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