Consulenze tecnologiche e informatiche

Webroot

Risparmio è qualità non sempre marciano sul medesimo binario

Risparmio è qualità non sempre marciano sul medesimo binario

Questa volta nessuna presentazione di componenti di automazione o di soluzioni di sicurezza, ma semplicemente due chiacchere sugli aspira polvere.

Mi sono trovato a considerare alcuni acquisti del passato e confrontarli con quelli di altri conoscenti, per poi valutare se quanto investito in quelle situazioni è stata una giusta scelta oppure una perdita economica.

Gli elementi di confronto sono stati, appunto, gli aspira polvere.

Ogni giorno, in ogni acquisto, affrontiamo l’aspetto economico, in molti casi ci sono degli articoli minori, che pur valendo poco, costano anche molto meno, in tal caso lo spendere pochissimo per un articolo che dura meno di un anno può anche essere una scelta giusta.

La valutazione non è tuttavia applicabile a tutto quanto, ci sono elementi fondamentali che hanno un ruolo importante e che comunque siano hanno anche un costo di un certo peso. In questo caso è bene considerare che forse spendere qualcosa di più permette di avere una soluzione che durerà per molti anni a venire e senza problemi di varia natura o il rischio di dover fare un nuovo acquisto prima del previsto.

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Raramente può capitare di dover resettare l’agente di Webroot SecureAnyware Endpoint Protection, oppure che una vecchia installazione di Avira non rimossa blocchi l’aggiornamento dell’agente in modo casuale e creando dei problemi di sincronizzazione con la GSM, in questi casi la via più rapida di soluzione è l’esecuzione del setup dell’agente (2 secondi per fare click).

Ecco che dopo l’esecuzione del file di setup, con o senza aver disinstallato l’agente, compare un messaggio di errore di Windows.

Messaggio di errore durante l'installazione

Messaggio di errore durante l’installazione

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Sei consapevole dei rischi che fai correre alla tua azienda?

Sei consapevole dei rischi che fai correre alla tua azienda?

Ho svolto una visita esplorativa da un potenziale cliente, nulla di che, una semplice questione di protezione dai virus che rubano i dati, critici e fondamentali per l’azienda in questione.

Essendo un primo contatto penso sia il caso di accennare anche a quella cosa che in Italia si chiama GDPR, ovvero la nuova regolamentazione della comunità europea per il trattamento dei dati personali, che busserà senza pietà alle nostre porte il 25 maggio 2018.

Già che ci sono consiglio la consultazione del sito di ENISA (European Union Agency for Network and Information Security), dove è reperibile molta documentazione sull’argomento e specifiche linee guida per le diverse tematiche.

Nonostante gli oltre 40 (quaranta) dipendenti e qualche migliaio di clienti non c’era la minima conoscenza dell’esistenza della nuova normativa, in compenso erano casualmente presenti il legale ed il fiscalista dell’azienda, entrambi all’oscuro di questa GDPR, e per nulla interessati a saperne di più, con il loro lavoro già sapevano tutto.

La mia missione primaria era comunque un’altra, sull’onda di quanto avrei scoperto avrei cercato successivamente di far recepire la delicatezza del tema sul trattamento dei dati.

L’incubo stava per iniziare.

Non aprite quella rete!

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Avere un antivirus gratuito o non averne proprio potrebbe non fare differenza

Avere un antivirus gratuito o non averne proprio potrebbe non fare differenza

Oggi sono pigro e ho lo stomaco che mi tormenta, giuro che ieri sera non ho fatto bagordi, pertanto lascerò la “parola” a Claudio Panerai, CTO di ACHAB.

Ogni giorno leggiamo e sentiamo parlare di frodi informatiche di varia natura ed in vari contesti, senza distinzione di razza e di credo, in questi casi si arriva spesso a scoprire che il firewall non c’era, i computer erano con sistemi operativi obsoleti o non aggiornati, senza escludere la mancanza di un antivirus o la presenza di un antivirus gratuito.

Da tempo immemore non uso antivirus gratuiti, era ancora il tempo di Microsoft Windows 3.11. Lasciato quel sistema operativo ho iniziato ad usare solo prodotti a pagamento, ne ho provati tanti senza sposarne uno per lungi periodi, massimo 2-3 anni, per arrivare alla fine a Webroot, che ormai mi accompagna con fedeltà e senza deludermi, è il mio secondo cagnolino di casa.

Con la sua famosa chiarezza e la passione che mette nell’affrontare queste tematiche, andiamo a leggere quanto Claudio ci racconta sull’uso degli antivirus gratuiti, o meglio sul perché non è il caso di usarli.

Puoi anche leggere il suo articolo originale nel blog di ACHAB: L’antivirus free non è più sufficiente, ecco perché.

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WannaCry. ho fatto per tempo quanto andava fatto, niente panico, solo analisi

WannaCry. ho fatto per tempo quanto andava fatto, niente panico, solo analisi

Nel ultimo fine settima è arrivata una buona dose di adrenalina, che ancora non è passata e non si sa quando e se si esaurirà, tutto grazie al simpatico ransomware WannaCry, lui colpisce sfruttando una vulnerabilità di Microsoft Windows, che è trasversale a tutte le versioni, tuttavia la vulnerabilità è stata corretta da diverso tempo.

 

Fortuna vuole che un bravo ragazzo con grande inventiva è riuscito con un semplice espediente ad arginare la diffusione di questo nuovo attacco, ma come gli aggiornamenti dei computer che non facciamo, anche i virus si aggiornano, ma loro lo fanno sempre e in tempi rapidissimi.

 

Di questo hanno già parlato in tanti ed in modo molto chiaro e dettagliato.

 

All’inizio di questa vicenda la domanda che mi sono rivolto è stata quella del se ero sicuro che tutti i sistemi fossero aggiornati, la prima risposta è stata , poco dopo, molto poco dopo, ho anche rammentato un modo di dire popolare, ovvero: Sicuro è morto.

 

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