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Cercare la perfezione ed essere corretti

Cercare la perfezione ed essere corretti

Il rapporto cliente-fornitore è consolidato da un elemento fondamentale, la fiducia che un cliente ha verso il proprio consulente di diversa natura.

La fiducia si crea con la capacità di conversazione e con i risultati conseguiti presso il cliente, che deve percepire quanto tutto si muova come si deve muovere, alla basa di queste condizioni ci deve essere un corretto agire del fornitore del servizio, che deve avere un codice deontologico professionale inamovibile.

Tutto questo è sempre vero?

Voglio sperare che lo sia, credo che tutti quando scegliamo un fornitore, sia esso professionale o di fornitura, confidiamo di aver fatto la scelta giusta.

Talvolta si può incappare in un fornitore all’apparenza perfetto, ma che nel background non è eticamente corretto.

Immaginiamo di raggiungere sempre la perfezione e di aver messo in piedi una struttura che opera per svolgere in modo automatizzato ogni cosa presso il cliente, questo ci porta a sentire il cliente per gli auguri di Natale e per sapere come sta un paio di volte all’anno.

Allora perché non inventare qualche malfunzionamento per spillare qualche soldino in più?

Se ti vedo sorridere compiaciuto ti cionco le manine in modo che tu non possa più usare una tastiera o un touch pad.

La perfezione riduce i guadagni?

Il cercare la perfezione in un lavoro svolto per un cliente comporta sicuramente un maggior costo per il cliente nello startup della soluzione, un costo che si traduce in un minor numero di interventi manutentivi, quindi minor costi addizionali per il cliente e minor guadagno per interventi fuori contratto per il fornitore.

Delle implementazioni ben fatte comportano per il fornitore delle entrate limitata alle verifiche periodiche e fatturate a contratto di assistenza o in altro modo.

Un lavoro ben fatto deve essere già un fattore di appagamento, che porta alla produzione di serotonina e quindi ad un senso di benessere.

A seguire il cliente soddisfatto e appagato magari ti sponsorizza e porta altri clienti.

Personalmente sono un fanatico, paranoico compulsivo e cerco la perfezione in ogni cosa, anche nella composizione del panino fatto al volo. Per il mio lavoro la cerco attraverso gli strumenti che uso, come ad esempio Datto RMM e Webroot Secureanyware, peccato non possano controllare il frigorifero e i condizionatori, ma chi può dire.

Un caso reale non etico

Personalmente pago un contratto di assistenza annuale per la manutenzione ordinaria dei condizionatori, che consiste nella pulizia e igienizzazione dei filtri e pulizia dei tubi delle pompe di smaltimento delle acque di condensa, che già di base non viene fatta a meno che espressamente richiesta al tecnico con la frusta.

La sostituzione di una pompa gusta costa circa 300,00 euro, il fai da te con materiale originale costa circa 90,00 euro e richiede 5 minuti di lavoro, stranamente i problemi di funzionamento delle pompe si manifestano dopo la manutenzione ordinaria, ma tanto quella straordinaria la faccio io e non chiamo l’assistenza a pagamento.

Allora perché continuo a pagarla? Me lo chiedo anche io, forse perché mi scoccia prendere la scala e raggiungere i dispositivi.

Quest’anno la pompa di calore maggiore ha iniziato ad emettere un fastidioso rumore da vibrazioni dopo la manutenzione, che abbiamo attribuito ad un effetto armonico dei muri e al deterioramento degli smorzatori, avendo usato pochi i condizionatori in estate abbiamo deciso di rimandare le verifiche alla successiva manutenzione annuale.

Peccato che il freddo serale abbia richiesto di usare le pompe di calore per abbattere il freddo da umidità, il rumore prodotto ha reso inutilizzabile parte dell’impianto, non si può impedire al condominio di dormire per stare al caldo.

Questa mattina la frustrazione è stata tale da spingermi a sfidare la mia fobia della mancanza di parapetto, quindi con un due gradini sono salito a controllare gli smorzatori, la scoperta è stata che gli smorzatori sono in ordine, ma ho trovato un bullone autobloccante allentato, uno dei quattro che impedisce all’aggeggio di cadere di sotto. Il mancato lavoro di uno dei bulloni causava vibrazioni e di conseguenza rumore.

Per serrarlo ho dovuto ricorrere ad un cricchetto, quel aggeggio che posizioni sul bullone e muovi avanti e indietro avvitando senza doverlo spostare, molto comodo e pure dinamometrico.

Dopo aver compiuto questa operazione il rumore è ovviamente scomparso.

Considerando che questi bulloni sono strutturati per non allentarsi da soli, pena il rischio di caduta della pompa di calore, significa che qualcuno lo ha allentato, a casa abbiamo altro da fare e non passiamo il tempo a smollare bulloni a caso. Anzi, come da esplicita raccomandazione, ne investiamo una parte a controllare il serraggio delle viti dei mobili Ikea.

Altra stranezza è che i rumori siano iniziati dopo la manutenzione ordinaria, non accuso nessuno, ma la prossima volta monterò un impianto di video sorveglianza con focus sui condizionatori e cartelli di avviso relativi.

Se avessimo chiamato l’assistenza per un controllo l’operazione ci sarebbe costata i canonici 50,00 euro per l’uscita, più quello che avrebbero scoperto nella verifica, reale o meno che fosse.

Se fossi stato il cliente classico avrei chiamato l’assistenza e pagato, ignorando poi l’origine primaria del problema.

Invece sono stato in grado di indagare da solo, e per questo devo ringrazia mio padre e la pratica che mi ha fatto fare fin da ragazzino nella manutenzione di casa, dopo l’indagine sono ora in grado di detestare in piena liberta i miei manutentori e di vigilare al loro prossimo intervento, di loro NON mi FIDO più.

Tu cerchi la perfezione?

 

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