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Autotask - Più azioni in un unico job

Autotask – Più azioni in un unico job

La creazione di un job in Autotask EndPoint Managment (AEM) è diventata un’attività di comune amministrazione, tuttavia in diverse occasioni ho suggerito di aprire e chiudere la policy di esecuzione degli script Powershell da remoto nel momento in cui deve essere eseguito un componente.

 

Il primo pensiero dopo questo suggerimento è quello di creare tre job distinti con un elaborato calcolo dei tempi di esecuzione e l’applicazione di formule quantistiche e della teoria della curvatura dello spazio tempo.

 

Nello specifico dovremmo eseguire prima il componente che apre la policy, a tale scopo ne esiste uno chiamato Powershell check and execution policy, quindi il componente che deve svolgere l’attività che ci interessa e per concludere di nuovo quello che chiude i permessi di esecuzione.

 

Ma come calcolare i tempi?

 

Non serve calcolarli, infatti AEM ci viene incontro anche in questo, vediamo come, prendendo ad esempio un’attività di backup.

 

Il piccolo link che ci saluta con la manina

 

Autotask - Accodamento di più componenti in un job

Autotask – Accodamento di più componenti in un job

Dobbiamo ricordare che in un job di AEM possono essere accodati più componenti e che saranno eseguiti in sequenza partendo dal primo e uno alla volta, questo è importante perché ci permette di creare una coda di processi che non ci richiedere di fissare degli orari teorici per l’esecuzione dei lavori.

 

Nella sezione del job per l’aggiunta del componente troviamo il link add a component, che non scompare dopo l’inserimento del primo elemento, ma resta sempre lì in disparte e quasi dimenticato.

 

Questo modesto link ci permette di aggiungere gli elementi necessari per le operazioni, anche componenti che svolgono attività autonome di manutenzione e vogliamo eseguire in un’unica sessione sui diversi dispositivi.

 

Le frecce alla destra ci permettono di cambiare l’ordine di esecuzione dei diversi componenti e nel caso di rimuoverli usando il cerchio rosso con la X.

 

Cosa succede per il mio backup?

 

Il job si comporta come tutti gli altri, ovvero all’ora definita si attiva ed esegue il primo componente che analizza lo stato della Powershell presente sul dispositivo remoto e modifica la policy per permettere l’esecuzione degli script.

 

Completata questa prima operazione viene mandato in esecuzione il componente che esegue il backup e dopo il suo completamento viene nuovamente eseguito il componente che ripristina il blocco di esecuzione degli script da remoto.

 

In un unico job abbiamo raccolto tutti gli elementi necessari per l’esecuzione del lavoro e mantenendo anche la sicurezza sotto controllo.

 

Se uno dei componenti va in errore?

 

Autotask - Errori solo in alcuni componenti del job

Autotask – Errori solo in alcuni componenti del job

Nel caso di componenti multipli abbiamo anche una diversa visualizzazione dello stato di esecuzione del job, infatti oltre alla barra verde per il successo e alla barra rossa per il fallimento, abbiamo anche una barra a due colori, che evidenzia un errore da parte di uno dei componenti.

 

Il report per questo tipo di job è suddiviso in tante sezioni quanti sono i componenti eseguiti

 

Autotask - Report per i job con componenti multipli

Autotask – Report per i job con componenti multipli

In ogni sezioni possiamo vedere i messaggi relativi allo specifico componente e determinare quale è andato in errore.

 

Nel caso preso ad esempio possiamo vedere che le operazioni sulla policy di esecuzione degli script sono state eseguite correttamente e che il backup è fallito per mancanza di spazio nel percorso di destinazione.

 

In modo analogo la mail che comunica l’esecuzione del job riporta una suddivisione in base ai componenti eseguiti.

 

Che altro si potrebbe fare?

 

Il limite è solo quello dell’inventiva e del livello di automazione che si vuole ottenere.

 

L’uso di più componenti in un job ci permette anche di eseguire un componente che lascia un feedback in un file o in una chiave di registro usata da AEM per la raccolta di informazioni, i componenti successivi possono quindi leggere questa informazione ed agire di conseguenza oppure non agire.

 

In pratica potremmo avere più componenti accodati ed avere l’esecuzione dei soli richiesti per il riscontro ottenuto da uno dei componenti precedenti.

 

Curvatura 9 … attivare!

 

 

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