Consulenze tecnologiche e informatiche
Accesso alla rete, un requisito fondamentale per poter lavorare

Accesso alla rete, un requisito fondamentale per poter lavorare

Probabilmente in diversi contesti lavorativi è capitato a tutti di dover andare da un cliente per svolgere un lavoro insieme ad altri specialisti convocati come voi.

 

In qualità di specialisti, sapendo cosa dovete fare, indicate al cliente quanto vi serve per poter operare, dove la base è l’accesso alla rete dati aziendale e i vari permessi necessari.

 

Al vostro arrivo trovate presente un altro collega che già sta imprecando fuori dalla porta.

 

Cosa sarà accaduto?

 

Entriamo in azienda

 

Come spesso accade con le grandi aziende, all’arrivo ti identifichi lasciando i documenti e facendo l’identikit della persona che ti ha convocato e del perché lo ha fatto, non che interessi alla persona che si occupa della sicurezza degli accessi, ma per qualche ragione lo deve segnare.

 

Siamo ovviamente nell’epoca del digitale, pertanto tutte le informazioni vengono diligentemente salvate su un file di Excel 2003 ospitato da un computer Microsoft Windows XP.

 

L’altro collega, quello imprecava fuori, ridacchia sotto i baffi vedendo la tua espressione.

 

La sala di lavoro attrezzata

 

Nel mentre arrivano altri colleghi convocati e tutti insieme ci si avvia sotto scorta alla sala dove svolgere la ricerca, il primo arrivato esordisce solo con una frase: “non vi dico nulla, vi lascio la sorpresa”.

 

Chiaramente la frase non lascia presagire nulla di buono.

 

Tuttavia la sala si presenta come un ambiente per riunioni attrezzato con un vasto tavolo e diverse prese di rete e di corrente al piano, il primo pensiero è che non si potrebbe desiderare di meglio, ci sono anche blocchi e penne, ma ancora la frase del primo giunto aleggia nell’orecchio.

 

Colleghiamo i cavi alle porte di rete e accendiamo i portatili, la corrente arriva e le macchine partono tra musichette di benvenuto del sistema operativo, non solo Windows, e rumore di ventole.

 

Qualcosa non funziona, su tutte le macchine segnalano che il cavo di rete non è connesso, eppure i leddini lampeggiano.

 

Ci si guarda in faccia ed appare chiaro che qualcosa non va nella rete del cliente, del resto non possono esserci sei portatili con problemi di funzionamento.

 

Forse una soluzione di ripiego

 

Vista la situazione ci si rivolge al referente, che dichiara di aver richiesto che la sala fosse pronta, ma che in attesa della verifica è possibile usare la rete wireless.

 

Ottimo, ma quali sono le credenziali di accesso, l’azienda è dotata di un sistema di Network Access Control e le credenziali di accesso devono essere preventivamente richieste da un responsabile di team.

 

Dunque niente wireless, ci vogliono minimo 24 ore per avere le credenziali.

 

Il team di networking

 

Il problema arriva all’attenzione del supporto di rete, che notifica al referente il fatto che la sala è pronta ed il problema è sicuramente dei computer dei consulenti, infatti tutti sanno che è statisticamente possibile che sei computer di origine diversa presentino tutti il medesimo problema.

 

Tanto per ingannare il tempo si prova il collegamento in un altro ufficio, scollegando dalla rete il computer di una persona che stava andando a prendere un caffè. Si verifica un miracolo inatteso, tutti i sei portatili accedono alla rete dati.

 

Diventa obbligatoria la controprova, si chiede ad una persona del medesimo ufficio, dotata di portatile, di collegarsi nella nostra sala, anche qui un miracolo, il portatile non si collega.

 

La risposta dei tonti

 

Ovviamente i tonti siamo noi esterni, che concludiamo in perfetto accordo, che il problema è un blocco degli accessi legato al sistema di Network Access ontrol, dove probabilmente le nostre macchine devono essere autorizzate a livello di MAC Address, in caso contrario non si lavora.

 

Nel mentre sono passate circa due ore dal nostro arrivo, due ore perse.

 

La marcia sul centro di controllo

 

Di nuovo si chiede il supporto del team di networking del cliente, il cui incaricato è impegnato nel abbellimento estetico del proprio ufficio e nella distribuzione di gadget.

 

Informato della situazione e delle verifiche, il soggetto sentenzia che non si tratta di un loro problema di configurazione, ma dei nostri computer non idonei alla loro struttura.

 

La soluzione è che noi dobbiamo aprire un ticket, ma anche qui nasce un problema, il ticket può essere aperto solo dai dipendenti.

L’altra alternativa è usare il wireless, ma anche per quello ci vogliono dei permessi chiesti dai responsabili di team.

 

Per arrivare a questo punto sono passate quasi quattro ore, pertanto i tonti decidono di andare a pranzo.

 

Dimenticavo che ormai stiamo tutti imprecando.

 

Il pranzo e il dopo?

 

Il pranzo?

Quello è andato bene, grazie. Funzionava anche la rete wireless del ristorante.

 

Al ritorno nulla è cambiato, ci viene proposto di passare in un’altra sede a circa 160 km di distanza.

 

Dopo un breve summit la decisione dei tonti è di abbandonare il campo, dopo aver avvisato il committente che la giornata persa gli sarà fatturata e sarà sua scelta se detrarla dagli stipendi dei loro specialisti interni.

 

Dopo circa una settimana transita nei corridoi uno dei consulenti networking

In meno di tre minuti ogni problema di accesso alla LAN si risolve

 

Sarebbe bello dire il nome dell’azienda, ma non si può.

 

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