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Il take-over RDP di Autotask non collabora e le hai provate tutte, o quasi ....

Il take-over RDP di Autotask non collabora e le hai provate tutte, o quasi ….

Ovviamente i blocchi capitano sempre quando vai di fretta e tutto deve essere dalla tua parte e collaborare senza discutere.

C’era una volta, ieri, un sistemista, io, che vista l’ora si stava organizzando per la serata e pensando a cosa mangiare a cena, un elemento importante e che richiede il massimo impegno, cosa mangiare a cena era anche vincolato al fatto che sarebbe stato accompagnato da un buon Merlot.

Arriva una chiamata da un cliente, la richiesta è semplice e di rapida soluzione, serve un utente per permettere ad un collaboratore di accendere un computer e provare un gruppo di continuità.

In tutta tranquillità arriva la risposta, due minuti e ti creo un utente per il solo accesso al pc, poi lo parcheggiamo.

Un click sul Agent Browser di Autotask e via con il collegamento RDP verso il domain controller.

 

OPS!

Impossibile riconnettersi alla sessione remota.
Riprova a connetterti.

 

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Componente di Autotask EndPoint Managment per la gestione dell’esportazione dei driver di Microsoft Windows 10 in un file di archivio compresso, i driver possono essere impiegati nel caso di formattazione della postazione.

Utilizza Powershell per le azioni sul computer remoto.

La procedura è compatibile con i sistemi operativi Microsoft Window 8.1  e successivi e con Microsoft Windows server 2012 e successivi.

Consulta la guida.

Scarica il componente

 

Da GMail a BMS - una mail diventa un ticket

Da GMail a BMS – una mail diventa un ticket

In un precedente articolo abbiamo visto come integrare in Kaseya BMS la gestione della messaggistica con ALT-N MDaemon, oggi vediamo come svolgere questa operazione con il servizio di posta elettronica Google G-Suite.

I servizi G-Suite comprendono dei meccanismi per la gestione del relay di posta in modo protetto, permettendo a specifici host di usare il servizio, associando anche le funzioni di criptazione dei messaggi.

Quello che vogliamo ottenere è che le richieste di assistenza siano inviate ad uno specifico indirizzo, ad esempio support@mio-dominio.it e che questo indirizzo sia un alias di quello nominale aziendale (emilio@mio-dominio.it).

Oltre alla configurazione del servizio G-Suite dobbiamo permettere anche al parser di Kaseya BMS di leggere i soli messaggi di assistenza e non quelli di tutta la casella di posta.

L’operazione può sembrare complessa, ma una volta compresi i meccanismi di autenticazione si dimostra di fondo abbastanza semplice.

 

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La formazione nel lavoro rende più forti

La formazione nel lavoro rende più forti

Quando si parla di formazione si entra in un tunnel complesso e irto di ostacoli, anche il buon Mario e suo fratello Luigi avrebbero difficoltà ad evitarli tutti.

 

Spesso vediamo la formazione, nelle sue varie forme, come un costo o una sottrazione di tempo al business, è pur vero che alcune tipologie di corsi hanno costi molto alti e tempistiche di attuazione lunghi, tuttavia la formazione deve essere indirizzata sulle necessità aziendali e può anche essere rapida.

 

Formare il personale per usare gli strumenti aziendali, ma in particolare per assolvere al meglio il loro lavoro, è di fondo una riduzione di costi, questo per il semplice fatto che l’attività viene svolta in tempi più brevi e viene fatta in modo corretto la prima volta.

 

Lo svolgere in modo corretto un’attività e anche un fattore importante quando il ruolo è svolto per clienti esterni.

 

Oggi voglio parlare di un caso in cui incappo con regolarità e che ha impatti anche sul mio business e sul lavoro del mio cliente, oltre al fatto che mi irrita.

 

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Il desktop remoto da AEM non funziona

Il desktop remoto da AEM non funziona

I servizi offerti da Autotask EndPoint Managment (AEM) sono molteplici, tuttavia uno dei più utili è l’accesso protetto con desktop remoto, che richiede il servizio RDP attivo e configurato sui computer, in sostanza se non riesci ad accedere con il normale Desktop Remoto di Microsoft, non potrei accedere nemmeno con l’agente AEM.

Questa è la teoria generale, tuttavia esiste la possibilità che con il normale RDP tutto funzioni regolarmente, ma il nostro agente AEM si trova la porta sbattuta in faccia e ritorna un bel messaggio di errore in colore rosso sotto il pannello di login.

 

The remote agent could not setup rdp service

 

A questo punto iniziano gli scavi nelle impostazioni locali del servizio, nelle policy del active directory e fa la sua comparsa un cero sulla scrivania.

Nulla di anomalo si palesa nelle configurazioni, quindi non resta che uscire nella nebbia e affrontare i lupi per raggiungere direttamente il cliente.

 

Nulla di questo, la soluzione è più semplice.

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