Consulenze tecnologiche e informatiche

Microsoft Windows

Componente di Autotask EndPoint Managment per l’applicazione della chiave di registro necessaria per dichiarare la compatibilità tra l’applicazione antivirus e la FIX Micosoft per la vulnerabilità Meltdown e Spectre relativa ai processori dei sistemi.

Utilizza Powershell per le azioni sul computer remoto.

La procedura è stata collaudata con Microsoft Windows server 2012 e Microsoft Windows 7 e 10.

Consulta la guida.

Scarica il componente

 

Esportare i driver di Windows 10 grazie a Powershell e Autotask

Esportare i driver di Windows 10 grazie a Powershell e Autotask

Qualche giorno fa mi sono trovato a leggere un articolo tecnico scritto da Marco Alzetta, nello specifico Reinstalliamo Windows 10, un trucchetto per risparmiare ore.

L’articolo indica la procedura per esportare i driver del sistema operativo mediante una cmdlet di Powershell, per poi poterli usare nel caso di reinstallazione del sistema operativo, semplicemente mantenendo il materiale su una chiavetta o in un altro punto da dove richiamarli nel momento del bisogno.

La procedura è in realtà utilizzabile a partire dal sistema operativo Microsoft Windows 8.1 e da Microsoft Server 2012 e successivi.

Il passaggio successivo dopo questa scoperta è stato quello di demandare ad Autotask Endpoint Managment (AEM) il salvataggio dei driver e la loro raccolta in un archivio compresso più facile da movimentare.

Questa è solo la prima parte, in un successivo articolo vedremo come automatizzare anche il salvataggio del pacchetto di driver ottenuto.

 

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Prima o poi bisogna sempre pulire

Prima o poi bisogna sempre pulire

Negli ultimi giorni è esploso il caso della backdoor introdotta nel prodotto CClener di Piriform, ovviamente ad insaputa degli sviluppatori, che hanno provveduto al rilascio di una versione pulita dell’applicazione.

Situazioni di questo genere hanno toccato diversi prodotti nel corso del tempo, di diverso calibro e prestigio, e sicuramente casi simili capiteranno anche in futuro.

Quello di cui voglio parlare oggi non è legato alla backdoor, ma più in generale ai prodotti creati per la manutenzione dei computer e la rimozione dei vari file temporanei che sporcano i dischi.

In diversi occasioni ho orecchiato discorsi da birreria sull’utilità o meno di usare questi tipi di programmi nella seconda decade del XXI secolo.

Parlo di birreria perché sono discorsi che mi riportano alla mente i confronti tecnici che facevo diversi anni fa con gli amici, seduti ad un tavolo della birreria con un buon bicchiere di birra pregiata di fronte. Erano discorsi che portavano sempre a delle riflessioni e ad una crescita personale.

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A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

A volte i batch non trovano i programmi da rimuovere

Il titolo non è del tutto esatto, in realtà nell’ultimo semestre sono aumentati i tool che una volta installati sono visibili nella lista programmi dal pannello di controllo, ma completamente invisibili se cercati con le cmdlet di Powershell o semplicemente con i comandi batch della command DOS.

Le motivazioni sono svariate ed in parte legate alla struttura del sistema operativo e a come queste applicazioni ci si integrano.

Tra i casi più recenti troviamo CCleaner e 7-Zip, tuttavia anche alcuni componenti di Adobe riportano l’autore, ma non i restanti dati dell’applicazione. In aggiunta possiamo trovare mancanti anche diverse applicazioni di giochi preinstallati.

Per chi come me utilizza dei sistemi di gestione automatica dei sistemi la situazione diventa sgradevole, tanto da ricorrere a soluzioni alternative da dare in pasto al mio Autotask Endpoint Managment (AEM).

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