Consulenze tecnologiche e informatiche

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Quando siamo noi a spiare noi stessi

Quando siamo noi a spiare noi stessi

Oggi mettiamo da parte le e-mail fasulle con gli allegati virali e ragioniamo su quanto spesso accade navigando nei social rilassandosi e magari facendo due o quattro risate.

Credo sia capitato a tutti di incappare nei numerosi quiz a questionario, ai quali si sono aggiunti i quiz che chiedono di digitare qualcosa nel commento del post per determinare come si è, a che animale si corrisponde, i pregi del segno zodiacale e via dicendo.

Si tratta di una cosa simpatica e molto rapida, che non richiede una perdita di tempo per avere un qualche tipo di feedback giocoso, tuttavia recentemente mi sono trovato a riflettere su un fattore interessante, ovvero la tutela della mia esistenza.

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Il fattore umano

Il fattore umano

Nel momento in cui le protezioni di sicurezza del sistema informativo aziendale sono state implementate è cosa ovvia pensare di essere finalmente al sicuro da ogni minaccia che possa incombere sui nostri dati e sul patrimonio aziendale in essi contenuti, ma purtroppo non è così.

 

Spesso non si considera l’impatto delle persone sulla sicurezza del sistema informativo aziendale e, non meno importante, personale.

 

Ogni informazione rilevante circa gli accessi ad un sistema informativo è distribuita sulle persone che lo usano ogni giorno, infatti conoscono i programmi usati, le password per compiere determinate azioni, le scadenza con cui vengono innescati meccanismi di backup e controllo; oltre a molto altro.

 

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La privacy a scuola tra tablet e internet

La privacy a scuola tra tablet e internet

Negli scorsi giorni ho appreso con piacere delle disposizioni emanate dal garante della privacy in relazione all’utilizzo di immagini e video acquisite nel contesto di eventi scolastici.
Alla luce del frequente uso illecito e improprio che viene fatto ogni giorni di immagini e video di amici e compagni di scuola, queste linee guida si configurano ottimamente anche come strumento di insegnamento nei confronti dei ragazzi, per renderli consapevoli del fatto che il superamento di taluni confini diventa un reato con sanzioni penali gravi.
In particolare ognuno di noi deve essere consapevole del fatto che ogni contenuto che raggiunge Internet è immediatamente disponibile al mondo e diventa, in senso lato, proprietà del mondo, in quanto non rimovibile con mezzi semplici e a disposizione di ognuno di noi.

 

Per maggiori informazioni si consuliti il sito del Garante ai seguenti link:

Sito del Garante per la protezione dei dati personali

La privacy a scuola dai tablet alla pagella elettronica, le regole da ricordare

Opuscolo illustrato sulla direttiva

 

 

Teoria dei sei gradi di separazione o del piccolo mondo

Teoria dei sei gradi di separazione o del piccolo mondo

Con teoria dei sei gradi di separazione si definisce l’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari.

Questa teoria fu proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel racconto Catene.

 

Appare chiaro come i social network siano strettamente legati a questa antica teoria, possiamo quasi affermare che a sua insaputa Karinthy gettò le basi delle moderne reti di comunicazione senza immaginare la loro esistenza.

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